intestazione

Progetto CLEAN

E’ stato recentemente finanziato dalla Regione Toscana, all’interno del “POR CREO FESR 2007-2013 - LINEA DI INTERVENTO 1.5. – Bando ERNEST”, il progetto CLEAN “eleCtric mobiLity to analyse tourist bEhaviour in urbAN areas”.

Il progetto, presentato da un partenariato internazionale, vede oltre ai parnter toscani anche partner di Girona e dei Paesi Baschi. Il partenariato toscano è rappresentato da 5 alberghi dell’area Fiorentina: Grand Hotel Mediterraneo, Hotel Calzaiuoli, Hotel Villa Fiesole, Hotel Kursaal & Ausonia e Hotel Athenaeum. Inoltre il progetto vede come organismo di ricerca l’Associazione I2T3 Onlus, che si avvale del supporto di Resolvo Srl e del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Firenze.

Il Comune di Firenze, pur non potendo essere partner del consorzio, è stato fin dalla fase di stesura del progetto uno dei motori principali dell'iniziativa. L’obiettivo generale del progetto CLEAN è quello di promuovere l’utilizzo di soluzioni alternative di mobilità in un contesto urbano caratterizzato da consistenti flussi turistici e di analizzarne l’impatto sul territorio e sull’ambiente. Il progetto che si concluderà ad Agosto 2012, ha un costo complessivo di 300.000 finanziato al 30% dagli albergatori.

I 5 Alberghi fiorentini si doternno di 7 mezzi eleittrici (SMART), finanziati direttamente dagli albergatori senza contributo del bando. Tali mezzi verranno messi a disposizione gratuitamente dei turisti, nel periodo di prova del progetto. Visti i tempi di consegna si ipotizza che la sperimentazione avrà avvio nella primavera del 2011 per concludersi entro Agosto. Grazia la Bando sarà pososibile valutare l’impatto dei trasporti sostenibili sui comportamenti dei turisti e sullo stato di salute della città di Firenze. Infatti i turisti che accetteranno di muoversi nella città, compreso le aree non consentite ai mezzi non a basso impatto ambientale, forniranno un ritorno informativo attraverso la compilazione di un questionario appositamente sviluppato nell’ambito del progetto in collaborazione con il Comune di Firenze che ha confermato il suo interesse per questa sperimentazione ai fini di future scelte strategiche per la mobilità cittadina.

Attraverso l’analisi di questi dati sarà possibile tracciare una mappa degli spostamenti dei turisti al fine di ricavare informazioni per favorire l’evoluzione dei prodotti e dei servizi turistici in un’ottica di sostenibilità. Verranno inoltre individuati luoghi di interesse, percorsi e tempi di spostamento utili per analizzare comportamenti e bisogni dei turisti. L’analisi offrirà un ritorno anche sulla qualità del servizio e sul reale interesse dei turisti. Sulla base dei risultati potrà quindi essere valutata la possibilià di estendere il servizio anche ad altri alberghi, favorendo quindi l’utilizzo di mezzi elettrici per un turismo sostenibile all’interno del comune. Inoltre i mezzi elettrici verranno dotati di sensori per il monitoraggio ambientale, configurandosi pertanto come laboratori mobili, sia attraverso la somministrazione di questionari Il progetto promuove dunque attività di collaborazione tra le imprese locali e le autorità pubbliche incaricate di gestire a livello politico le problematiche relative all’afflusso dei turisti e alla mobilità nel territorio cittadino. Il dialogo costruttivo tra i vari portatori di interesse e un’analisi basata sui dati raccolti nel corso del progetto possono aiutare ad individuare i bisogni e le aree problematiche per identificare azioni preventive o correttive e valorizzare l’offerta turistica del territorio fiorentino. Il personale degli alberghi sarà quindi opportunamente formato per la somministrazione dei questionari e per la gestione dei mezzi elettrici e dei sensori di monitoraggio.

L’attività di monitoraggio di parametri ambientali tramite sensoristica collocata a bordo di flotte mezzi, autobus, taxi, car sharing, etc rappresenta un importante ambito di studio (di recente sperimentazioni ad il progetto SSAMM svolto dall’Uniersità di Firenze o il progetto RIPEG finanziato dalla Regione Toscana svolto da PMI toscane). Il monitoraggio distribuito su un’ampia superficie di territorio può offrire una base conoscitiva per la PA per sviluppare piani di intervento di mitigazione dell’impatto ambientale e contemporaneamente uno strumento per la ricerca per sviluppare modelli previsionale più accurati. Per quanto concerne il monitoraggio di alcuni parametri ambientali, il sistema proposto permetterà di verificare la possibilità di introdurre delle metodiche innovative di controllo. In particolare è stato deciso di utilizzare le fibre SPME (Solid Phase Micro Extraction) in alternativa ai classici sensori ambientali tipicamente impiegati . Le fibre SPME sono dei campionatori polimerici passivi, ossia uno strumento in grado di catturare le sostanze disperse in aria e consentirne successivamente la determinazione qualitativa e quantitativa. Le fibre sono capaci di campionare un elevatissimo numero di sostanze, ma possono essere rese anche estremamente selettive attraverso specifici processi di derivatizzazione, così da poter arrivare al campionamento di una sola specie chimica. Le sostanze catturate sono poi desorbite per via termica e analizzate attraverso GC-MS (Gas chromatography-mass spectrometry), apparecchiatura quest’ultima in grado di realizzare una determinazione quantitativa fino ai ppb (parti per miliardo). In letteratura sono descritte numerose applicazioni delle fibre SPME nell’analisi di campioni alimentari (ricerca pesticidi), farmaceutici ed ambientali. In particolare anche in Toscana, sono state utilizzate all’interno del progetto CASPA (nell’ambito del bando “Aiuti alla Ricerca Industriale e Precompetitiva” del Docup 2000-2006, Mis. 1.8. Az. 1.8.1. “Aiuti alla Ricerca Industriale e Precompetitiva”) mediante un campionatore posto su un aereo per valutare la qualità dell’aria. I risultati ottenuti nelle diverse sperimentazioni rendono le fibre uno strumento interessante anche per valutare lo stato di salute delle città attraverso un campionamento diffuso su tutto il territorio. Le fibre SPME quindi, accoppiate con un gascromatografo munito di spettroscopia di massa, sono in grado di fornire una fotografia della composizione chimica di una parte delle sostanze gassose presenti in aria (escluse molecole di piccole dimensioni quali CO e CO2 ed altre).

Le analisi saranno volte principalmente all’individuazione di composti pericolosi per la salute e ad oggi non monitorati con le procedure standard quali ad esempio i bis fenoli (TBBPA, BPA etc.), famiglia alla quale appartengono anche alcuni distruttori endocrini. Si intende inoltre verificare la presenza di sostanze dannose per i beni culturali quali acidi carbossilici ed inquinanti ambientali di origine antropica in genere; in tale ambito si prevede anche di utilizzare fibre specifiche per l’ozono, sostanza molto reattiva che oltre ai noti effetti sulla salute è in grado anche di attaccare numerose tipologie di substrato come appunto le superfici dei beni artistici. L’attività di indagine tramite SPME verrà condotta da I2T3 Onlus in collaborazione con il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Firenze.

La scelta delle SPME in alternativa ai classici sensori se da un lato richiede un costo di gestione e di analisi maggiori (passaggio della fibra in gascromatografo) permette di avere una fotografia di sostanze che normalmente non sono misurate, offrendo alla PA un quadro conoscitivo di estremo interesse, sia per la salute, sia per la gestione del patrimonio artistico della città.

Va osservato infine come il progetto si inquadra all’interno del Polo di Innovazione per la Città Sotenibile finanziato dalla Regione Toscana, coordinato dalla Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione e che ha visto il Comune di Firenze impegnato fin dalle prima analisi di fattibilità. Il Polo, denominato Polis, promuove lo sviluppo di progetti di ricerca congiunti tra imprese, organismi di ricerca e enti sui temi della sostenibilità con particolare riferimento all’energia, mobilità e beni culturali.

 

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